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Tutta colpa della neve raccontato da Virginia Bramati

di Redazione Mondadori Store
13 gennaio 2014


Potresti averlo già notato in Rete tra i bestseller dei libri autopubblicati qualche tempo fa su Amazon. Potresti scoprirlo ora, un po' diverso dall'originale, edito in versione cartacea e digitale da Mondadori. E' Tutta colpa della neve, romanzo d'esordio di Virginia Bramati, una giovane autrice che vive e lavora a Milano. Nato all'inizio “per tenersi compagnia” nei momenti difficili dell’esistenza, poi pubblicato con grandissimo successo su una piattaforma di self-publishing e via via modificato seguendo i suggerimenti delle amiche e dei lettori online, narra la storia di Annalisa Molinari, "Sassi" per gli amici, una ventiseienne di oggi, alle prese con lavoro, famiglia e sentimenti. Ne abbiamo parlato con l'autrice, entusiasta, spensierata e tenace come la protagonista delle sue pagine.

Virginia Bramati, Tutta colpa della neve

Partiamo dalla storia molto speciale del tuo romanzo. Che tu hai scritto per anni, non pensando alla pubblicazione, perché scriverlo era un “regalo” che facevi a te stessa. E infatti, leggendolo, a dispetto del titolo ci si sente al caldo.

La vita è bellissima, ma sempre complicata e spesso dolorosa. Per lunghi anni io ho sentito l’esigenza di un posto caldo dove rifugiarmi, di un luogo in cui stare bene; la scrittura era una mia avventura privata, che ho scoperto che mi rendeva felice e mi ridava l’energia che la vita assorbiva… Non scrivo tanto quello che vorrei essere, ma quello che vorrei leggere: un comfort-book, squisito e confortante come una fetta di pane e nutella

Poi hai deciso di pubblicare il libro. Ma da sola, su Internet, grazie al self-publishing. Tutta colpa della neve è stato prima di tutto un successo di passaparola tra le lettrici in Rete… Questo ha cambiato la tua prospettiva?

Sì, nel senso che mi sono sentita riconosciuta, ho capito di aver scritto una storia che non rendeva felice solo me, ma che poteva raggiungere tanti altri. E i commenti postati delle lettrici sono stati preziosi, ho seguito i loro suggerimenti tagliando alcune scene… Ma soprattutto, il libro è cambiato quando Mondadori mi ha proposto di pubblicarlo in libreria, e sono stata affiancata dalle editor della casa editrice, Laura in particolare. Una squadra di lavoro fantastica con cui abbiamo lavorato in un clima di vero entusiasmo, trasformando quello che era quasi un “gioco” nato per me stessa in un romanzo curato, maturo.

 Nel romanzo c’è l’amore, ci sono tanti personaggi e tanti luoghi… ma da che cosa sei partita per scriverlo?

Sono partita da un segreto. Volevo che il libro ruotasse attorno a un “mistero”, un segreto che qualcuno voleva a tutti i costi risolvere per andare avanti. Perché non si può essere felici con un’ombra nel cuore. Per questo ho scelto l’ambientazione in un grande studio legale. Poi… be’, poi è venuto LUI, Max, il protagonista. Per lui mi sono ispirata a Mr. Darcy di Orgoglio e pregiudizio: volevo che – proprio come Darcy per Elizabeth – fosse un uomo che vuole fare qualcosa di speciale per la sua donna… E infine è arrivata lei,  Annalisa detta “Sassi”, l’“eroina imperfetta”, un po’ stordita, un po’ sognatrice ma capace di sorridere. Una ragazza dotata di grande tenacia, una futura donna alfa. Coraggiosa e determinata, come molte giovani donne oggi nonostante la precarietà di tutto…

Però nel libro non ci sono solo personaggi giovani. Anzi, una trama importante riguarda un uomo e una donna decisamente incamminati verso l’età della pensione. Che però sono capaci di amare intensamente…

Io sono fermamente convinta che l’amore sia possibile con pienezza a tutte le età della vita. Certo, con gli anni cambiamo, diventiamo a volte più saggi, o più disincantati: ma in verità è solo il corpo a invecchiare davvero, e solo lo specchio a ricordarcelo. E’ la società in cui viviamo a costringere spesso chi invecchia a vivere se stesso come se “non fosse più il momento” … Ma dentro, tutti siamo pronti sempre a tutto: pronti a essere felici.

Il romanzo si svolge tra l’Italia – rappresentata da Milano e da Verate, delizioso comune immaginario della Brianza – e New York: ma alla fine, qual è il luogo più romantico?

… Be’, direi che il luogo più romantico è quello più vicino a casa. E’ l’Italia, è dove tutti gli affetti si radunano. Basta qualche fiocco di neve per rendere magica anche la Brianza!

A proposito, la neve! Di solito tutti la maledicono per i suoi effetti catastrofici sul traffico.

Oh, no! A me invece la neve piace moltissimo. La neve che cade fuori rimanda al calore e alla protezione, a un posto caldo dove stare, a un caminetto acceso. La neve attutisce i rumori, rallenta i passi, costringe ad ascoltare il proprio respiro e a guardare la realtà come se fosse tutta nuova… Proprio come l’amore!

 C’è un “messaggio” che vorresti mandare ai tuoi lettori?

Sì, c’è un augurio. Spero che il mio romanzo possa essere per loro ciò che è stato per me: una risorsa, un momento di serenità e divertimento puro, un “luogo caldo” dove ritemprarsi dalle fatiche dell’esistenza… per poi rientrare nel corso della vita un po’ più ricchi e sorridenti. Perché, ricordiamolo, leggendolo si ride anche molto. Non un nascondiglio, una pura evasione, ma un luogo di rigenerazione.
 
 

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